Descrizione rete RMN
Approfondimenti: Strumenti RMN | Cenni storici | Strumenti storici
La Rete Mareografica Nazionale è composta di 26 nuove stazioni di misura uniformemente distribuite sul territorio nazionale ed ubicate prevalentemente all’interno delle strutture portuali: Trieste, Venezia Lido, Ancona, Ravenna, Pescara, Ortona, Isole Tremiti, Vieste, Bari, Otranto, Taranto, Crotone, Reggio Calabria, Messina, Catania, Porto Empedocle, Lampedusa, Palermo, Palinuro, Salerno, Napoli, Cagliari, Carloforte, Porto Torres, Civitavecchia, Livorno, Genova ed Imperia. Questa rete sostituisce integralmente il sistema di rilevazione mareografico preesistente. Una parte delle stazioni elencate erano state originariamente trasferite all'APAT dal Ministero dei Lavori Pubblici in occasione dell’inquadramento dell'APAT nel Dipartimento dei Servizi Tecnici Nazionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. In tali stazioni hanno funzionato per molti anni mareografi meccanici a registrazione cartacea gestiti dalle sezioni periferiche del Genio Civile Opere Marittime. Nel 1986 sono stati installati dei mareografi elettronici a galleggiante con registrazione locale in memoria EPROM. Le nuove stazioni che compongono la RMN sono composte da due strumenti di misura della marea: uno (principale) ad ultrasuoni con guida tubolare del fascio e compensazione di temperatura, ed uno (secondario) a galleggiante e registrazione cartacea per la verifica puntuale delle misure, l’analisi di eventi o fenomeni particolari ed il recupero dei dati nei casi di mancato funzionamento dello strumento principale. I mareografi sono riferiti ad un caposaldo quotato con livellazione di alta precisione, opportunamente verificato, sulla base del più vicino caposaldo IGM. Le stazioni sono dotate anche di un sensore anemometrico (velocità e direzione del vento a 10 metri dal suolo), di un sensore barometrico, di un sensore di temperatura dell’aria e di un sensore di temperatura dell’acqua. Tutte le stazioni sono dotate di un sistema locale di gestione e memorizzazione dei dati e di un apparato di trasmissione in tempo reale alla sede centrale dell'APAT a Roma. Da quando la nuova Rete Mareografica Nazionale è pienamente operativa, l'APAT mette a disposizione degli utenti informazioni aggiornate relative a serie storiche, osservazioni in tempo reale, previsione dei dati di marea astronomica, analisi dei dati a fini progettuali e scientifici. I dati mareografici e le costanti di marea locali aggiornate verranno pubblicati su un bollettino annuale. l'APAT ha inoltre provveduto ad effettuare un’operazione di recupero e riorganizzazione dei dati storici della rete preesistente, sia in forma cartacea sia in forma digitale, in modo da poter affiancare alle osservazioni storiche quelle rilevate dalla nuova rete nazionale.
COMPONENTI DELLA RETE MAREOGRAFICA NAZIONALE
Stazioni Periferiche
Introduzione
Le nuove stazioni periferiche acquisiscono le misure dai sensori installati, elaborano i dati rilevati e li memorizzano su memoria locale e su supporto magnetico estraibile. Per svolgere tale attività sono dotate di una stazione di rilevazione automatica e da un set di sensori di misura.
Funzionalità, Acquisizione Dati
La Stazione Meteorologica Automatica acquisisce i dati dai sensori a intervalli predefinibili nella fase di configurazione (tramite la tastiera della stazione o direttamente dal “Front-End” di acquisizione). Oltre alle grandezze meteorologiche viene acquisito anche il valore della tensione della batteria.
Conversione Analogico/Digitale
I dati provenienti dai sensori analogici vengono convertiti in grandezze digitali da un convertitore A/D da 14 bit. L’uso di questo tipo di convertitore in luogo dei comuni convertitori da 12 bit consente una maggiore precisione della misura, oltre che una maggiore risoluzione.
Validazione Dati
La validazione dei dati acquisiti viene effettuata dalla Stazione, utilizzando algoritmi dipendenti dalla misura effettuata e dal sensore utilizzato. I dati considerati non validi vengono marcati e viene generato un allarme.
Elaborazione
I dati validi vengono elaborati dalla stazione utilizzando i più comuni algoritmi statistici (valori medi, massimi e minimi giornalieri, etc.). L’intervallo di elaborazione dei parametri statistici può essere predefinito nella configurazione della stazione, e può essere diverso da sensore a sensore e, per lo stesso sensore, da funzione a funzione.
Memorizzazione
I dati acquisiti ed elaborati vengono memorizzati sia nella memoria RAM che equipaggia la stazione che nella Memory Card estraibile. Entrambe le memorizzazioni vengono gestite come archivi ciclici: in caso di esaurimento della memoria il dato più recente sostituisce quello più vecchio. La Memory Card garantisce la conservazione dei dati acquisiti dalla stazione in caso di problemi di comunicazione con il Front-End, per periodi molto lunghi, anche in caso di mancanza dell’alimentazione.
Comunicazione con il Front-End
La comunicazione con il Front-End bidirezionale, e può essere gestita dal centro con procedura di chiamata ciclica o estemporanea delle stazioni, oppure direttamente dalle stazioni nei casi in cui sia necessario segnalare condizioni di allarme tecnico (malfunzionamenti) o operativo (superamento di soglie etc.). In caso di problemi nella comunicazione con il Centro i dati vengono memorizzati dalla stazione. Quando viene ristabilita la comunicazione possono essere automaticamente trasmessi tutti i dati memorizzati dall’ultima chiamata andata a buon fine.
Caratteristiche tecniche e dimensionamento delle apparecchiature
Tutte le apparecchiature utilizzate sono caratterizzate da input e output standard:
tutti i sensori utilizzati sono dotati di uscite standard universalmente riconosciute (4...20 mA, 0...5Vcc, Pt100, RS-232 etc.);
la stazione automatica è predisposta all’interfacciamento di numerosissimi sensori con uscita standard; l’interfacciamento di sensori con uscita analogica richiede la semplice riconfigurazione dei valori estremi (tramite tastiera locale), mentre i protocolli di sensori con uscita RS-232 o RS-485 possono essere configurati con semplicità aggiornando il firmware della stazione. Le caratteristiche citate consentono quindi l’intercambiabilità di ogni sensore con altri reperibili in commercio, nonchè la completa sostituzione della stazione automatica con un’altra, purch provvista degli stessi ingressi standard. Tutti i sensori proposti sono pienamente conformi alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Meteorologia (OMM - WMO).
Stazione SM3840
La stazione è dotata di una porta seriale dedicata all’interfacciamento con dispositivi esterni (terminali di manutenzione o PC portatili). La stazione è provvista di un orologio-datario con calendario perpetuo e correzione automatica dell’anno bisestile. La precisione è migliore di 10 minuti per anno. L’orologio di tutte le stazioni che compongono la rete può essere sincronizzato direttamente dal Front-End. In caso di fermate accidentali del sistema la stazione è provvista di un dispositivo di ripristino automatico (watch-dog) della funzionalità del software. Ogni volta che il dispositivo entra in funzione la data e l’ora dell’intervento vengono registrate nella memoria della stazione e ritrasmesse al Front-End. La Stazione SM3840 è predisposta all’interfacciamento diretto dei più diffusi sensori meteorologici, indipendentemente dal tipo di uscita elettrica. Alimentazione L’unità di alimentazione della stazione comprende due sottoassiemi:
un pannello solare da 50 W;
un regolatore/caricabatterie, che regola la tensione generata dal pannello solare e gestisce la carica della batteria;
una batteria da 63 Ah.
SENSORI
Sensori di Livello
Il sensore di livello installato è del tipo ad ultrasuoni. Al fine di eliminare eventuali perturbazioni dovute alla presenza di altri apparati all’interno del pozzetto di calma il sensore è provvisto di una “guida d’onda” in materiale plastico che convoglia le onde ultrasonore in un fascio cilindrico. Il sensore è completamente controllato da un microprocessore che gestisce le principali funzioni dello strumento. Prima dell'adozione sull'intera Rete Mareografica Nazionale, la funzionalità del sensore nella specifica applicazione è stata verificata in un lungo periodo di prova effettuato presso la stazione mareografica di Marina di Ravenna, gestita dall’Ufficio Idrografico di Bologna.
Sensori di velocità e direzione vento
La caratteristica più importante di tali sensori è il trasduttore elettro-ottico, che elimina i contatti striscianti di dinamo e potenziometri comunemente utilizzati. Le parti in movimento si riducono quindi al solo elemento sensibile (coppe e banderuola). Il risultato è un notevole aumento dell’affidabilità dei sensori.
Sensore di Temperatura Aria
Il sensore utilizza una termoresistenza Pt100 come elemento sensibile. Per evitare problemi legati alla caduta di tensione per effetto dei conduttori il collegamento è effettuato tramite 4 fili. Uno schermo in materiale plastico protegge l’elemento sensibile dalla radiazione solare.
Sensore di Temperatura Acqua
Il sensore è di tipo Pt100, il materiale è acciaio inox AISI 316 con grado di protezione IP68. Il sensore è installato all’interno della cabina, calato tramite un cavo d’acciaio con un peso a un’estremità all’interno del pozzetto di calma.
Sensore di Pressione Atmosferica
E' un sensore di classe molto elevata, utilizzato nelle applicazioni aeroportuali, che richiedono un’elevatissima precisione nella misura della pressione, necessaria per la taratura degli altimetri. Il sensore è dotato di un circuito di compensazione che consente di limitare al massimo l’errore in temperatura (minore di 0,45 hPa tra 0 e 40 °C).
Resistenza Ambientale
Tutte le parti che compongono la stazione sono in grado di funzionare nei campi di temperatura da –30 °C a +50 °C e di umidità dallo 0 al 100%.
Contenitore per la stazione
L’elettronica della stazione è installata, insieme al sensore di pressione atmosferica e al terminale telefonico, in una cabina in vetroresina con grado di protezione IP-65, munita di serratura a chiave.
Accessori di installazione
I sensori del vento sono installati su un palo anemometrico ribaltabile da 10m. Tale scelta ha i seguenti vantaggi:
è un palo autoportante che non richiede controventatura, e quindi è installabile senza problemi nello spazio limitato normalmente disponibile in prossimità delle cabine mareografiche;
- grazie alla cerniera posta in prossimità della metà del palo la traiettoria di ribaltamento è un cerchio di 5 metri il cui centro posto a 5m di altezza: pertanto lo spazio libero richiesto a livello del terreno può essere molto limitato;
- la semplicità meccanica rende il palo compatibile con l’aggressività dell’ambiente marino: l’abbattimento richiede il movimento di una sola cerniera che può essere facilmente sbloccata anche in presenza di ossidazione, semplicemente grazie alla massa e al notevole braccio i leva della parte in movimento;
CENTRALE
La Rete Mareografica Nazionale è dotata di una unità centrale per:
- la configurazione ed il monitoraggio delle stazioni mareografiche interconnesse;
- l’acquisizione ed la validazione dei dati rilevati;
- l’archiviazione, l’elaborazione e la rappresentazione dei dati meteomarini registrati.
Configurazione della rete
La configurazione della rete consente la modifica di tutti i parametri caratteristici delle stazioni senza intervento diretto in loco. Ogni modifica nella configurazione della rete o delle stazioni viene memorizzata in un’apposito archivio datato.
L’acquisizione dei dati dalle stazioni automatiche può avvenire in due modi:
- tramite linea telefonica commutata e/o GSM;
- tramite la lettura della Memory Card estraibile che equipaggia le stazioni. La trasmissione dei dati può essere avviata come segue:
- tramite una procedura automatica di interrogazione delle stazioni, impostata nella configurazione del Front-End;
- in modo estemporaneo su richiesta dell’operatore che gestisce il Front-End;
- in modo estemporaneo su iniziativa della stazione SM3840, in caso di segnalazione di allarmi tecnici o operativi.
Vengono inoltre trasmessi dalla stazione eventuali messaggi di errore, l’indicazione della tensione delle batterie, l’orario. In ogni momento è possibile visualizzare la situazione del processo di acquisizione; in particolare è possibile per ogni stazione visualizzare la data e l’ora dell’ultima chiamata e analizzare la relativa trasmissione, compresi i segnali di stato e gli eventuali allarmi. Nei casi in cui problemi di comunicazione dovessero rendere impossibile il colloquio con la stazione anche per lunghi periodi, una volta ripristinato il collegamento il software consente l’aggiornamento degli archivi inserendo nel database tutti i dati mancanti.
RILIEVO TOPOGRAFICO
Ciascuna stazione mareografica è dotata di un riferimento plano-altimetrico in prossimita' della porta d'ingresso, facilmente accessibile, ma difficilmente asportabile, tale da poter determinare geometricamente la posizione dello "Ø" idrometrico.Ciascun riferimento è materializzato con un caposaldo le cui caratteristiche sono conformi a quelle indicate dall' Istituto Geografico Militare Italiano. Per ciascun caposaldo è determinata la posizione planimetrica in coordinate Gauss - Boaga e geografiche con allacciamento alla rete trigonometrica istituzionale IGMI e la posizione altimetrica in quota assoluta con allacciamento alla nuova rete altimetrica istituzionale IGMI, posteriore al 1942.
Inquadramento planimetrico
Metodologia:Ciascun caposaldo è stato allacciato alla rete trigonometrica nazionale dell' IGMI, mediante operazioni di inquadramento planimetrico, basate su triangolazioni, trilaterazioni o poligonazioni geodetiche di precisione (tolleranza ), sempre utilizzando la tecnica del centramento forzato dei vertici; in alternativa, dietro specifica autorizzazione della Direzione Lavori e con parere favorevole dell' IGM, la determinazione planimetrica è stata effettuata per rilievo diretto GPS con metodo differenziale statico (tolleranza 5 mm. + 2 ppm x D).
Allacciamento altimetrico
Metodologia: Il caposaldo in dotazione ad ogni mareografo è stato allacciato alla nuova rete altimetrica nazionale (posteriore al 1942), sul caposaldo IGMI valido pi vicino, mediante operazioni di livellazione geometrica di alta precisione. La livellazione, appoggiata su linee sicure (strade, banchine, argini ed altri elementi lineari di facile percorribilita' e di limitata pendenza), e stata del tipo "dal mezzo", garanzia di massima precisione, dove, per ciascuna misura di dislivello, l' autolivello è stato messo in stazione sempre tra le due mire, equidistante da esse non oltre 40 metri, con incertezza tendente a zero, per cui la distanza tra mire e livello stata misurata accuratamente con nastro metrico mantenuto in posizione perfettamente orizzontale. In ogni battuta, l'autolivello e le due mire si sono traovate in stazione contemporaneamente in quanto non e' ammesso dalle specifiche normative spostare la mira indietro fino a che non si e' eseguita la lettura alla mira avanti. Le misure hanno avuto inizio e fine sempre sui capisaldi e sono state condotte con il metodo della livellazione frazionata, vale a dire, dividendo ogni linea di livellazione in più tratti delimitati da capisaldi intermedi secondari.In ogni tratto, da caposaldo a caposaldo, la misura dei dislivelli è stata ripetuta due volte in andata e due volte in ritorno in maniera indipendente, in giorni e in ore diverse, evitando condizioni di scarsa visibilità (ore calde, presenza di foschia e nebbia), di vento forte e di visuale radente dove il piano orizzontale di visuale tra lo strumento e la lettura alla mira fosse tangente ad ostacoli. La discordanza tra il dislivello misurato in andata e quello misurato in ritorno, su ogni singolo tratto, non è mai stata maggiore della tolleranza , essendo L la lunghezza del tratto espresso in Km.
SENSORI
Livello
I sensori (meccanico ed elettronico) di livello della superficie del mare sono stati installati nella cabina mareografica, nell'apposito pozzetto di calma. È stato scelto di installare anche il sensore elettronico all'interno del pozzetto, per le seguenti ragioni:
- - maggiore precisione della misura anche senza l'applicazione di filtri software;
- - sicurezza di esercizio, essendo il sensore protetto da interferenze esterne (natanti ormeggiati nell'area attiva del sensore, atti di vandalismo ecc.) Qualora il sensore dovesse essere installato all'interno del pozzetto senza particolari accorgimenti la presenza nello stesso pozzetto di dispositivi (galleggiante del mareografo e relativo contrappeso) in movimento potrebbe creare un'interferenza con il fascio di rilevamento ad ultrasuoni, generando una serie di echi spuri tali da rendere impossibile la misura.Per tale motivo il sensore è stato dotato di un tubo che agisce come guida d'onda, obbligando il fascio di ultrasuoni lungo un percorso protetto ed eliminando quindi qualsiasi interferenza. Il tubo in plastica rigida ha lunghezza pari alla profondità del pozzetto più un tratto, al di sopra del piano di calpestio, che consente di installare il sensore ad altezza conveniente per le prove di verifica e di controllo.
Vento
In accordo con le raccomandazioni dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale i sensori anemometrici (velocità e direzione del vento) sono stati installati su un palo ribaltabile da 10m, in acciaio zincato.I cavi di collegamento sono stati installati all'interno del palo, assicurando quindi la massima protezione.
Temperatura Aria
Il sensore di temperatura aria è stato installato su un apposito sostegno ricavato sul palo anemometrico, a un'altezza di 3,5m circa, in luogo dei 2m raccomandati dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale. L'altezza è scelta in modo da rendere il sensore difficilmente raggiungibile da terra, e quindi meno soggetto a furti o atti vandalici. I cavi di collegamento sono stati installati all'interno del palo, assicurando quindi la massima protezione.
Temperatura Acqua
Il sensore di temperatura acqua è stato installato nel pozzetto di calma, ad un'altezza di 1m inferiore al livello minimo di marea.
Pressione Atmosferica
Il sensore di pressione è stato installato all'interno della cabina mareografica, nel contenitore in vetroresina che protegge la stazione SM3840.
Orologio
È possibile controllare/impostare l'orario in maniera completa (mese, giorno, ora e minuto) e dare conferma al momento opportuno per sincronizzare l'orologio interno. L'unità Centrale ciclicamente controlla la data e l'orario delle stazioni e procede al relativo aggiornamento quando necessario mantenendo traccia dell'avvenimento nel file (log) che memorizza tutte le attività del centro.
Comunicazione con le stazioni
La metodologia con cui le unità centrali colloquiano con le stazioni automatiche prevedono le seguenti principali transazioni:
- spedizione/richiesta della configurazione della stazione
- richiesta su di un intervallo programmabile (da 1 minuto ad un giorno) degli ultimi dati acquisiti dalla stazione (dati correnti ciclici)
- richiesta estemporanea (manuale) degli ultimi dati acquisiti dalla stazione (dati correnti estemporanei)
- richiesta dei dati pregressi contenuti nell'archivio RAM e/o nella memory card della stazione (dati di archivio)
- rifasamento dell'orologio delle stazioni
- ricezione di messaggi di allarme; la stazione può spedire tali messaggi al verificarsi di un allarme.
- centro e periferia possono inviare e memorizzare messaggi introdotti attraverso le rispettive tastiere; questa funzione può risultare molto utile sia per lo scambio di messaggi operativi che, in caso di funzionamento in isofrequenza e quindi senza la possibilità di collegamento vocale, per la comunicazione centrale/stazione durante la fase di manutenzione.
Archiviazione
I dati da archiviare possono avere diversa origine; essi possono provenire:
- in tempo reale dalle stazioni automatiche: dati correnti raccolti automaticamente dal Front-End agli intervalli prefissati
- dagli archivi RAM e/o Memory Card delle stazioni automatiche: dati degli archivi RAM e/o Memory Card raccolti automaticamente dal Front_End agli intervalli prefissati
- dalle memory card: dati registrati sui moduli di memoria allo stato solido lette nell'apposita interfaccia del Front-End
- da ingresso manuale: dati introdotti direttamente dall'operatore tramite interfaccia grafica di cui si dirà di seguito.
- riferimenti temporali: data e ora
- riferimento all'intervallo di elaborazione
- riferimento alla stazione
- riferimento al sensore
- riferimento al tipo: corrente ciclico, estemporaneo, di archivio, manuale, da memoria asportabile od elaborato internamente al centro validità.
- L'operatore può selezionare un sottoassieme di dati, fra tutti i dati disponibili provenienti dalle stazioni o calcolati internamente, da archiviare.
Presentazione/modifica dei dati
I dati presentati sul video in forma tabellare o grafica sono aggiornati automaticamente man mano che arrivano dalla periferia o vengono elaborati internamente. Possono essere visualizzate contemporaneamente sul video a colori grafici di funzioni diverse rappresentate in colori diversi; è possibile, puntando col mouse punti delle curve, rappresentare in chiaro in apposito riquadro i valori numerici dei dati e dell'istante corrispondente.
Gestione degli allarmi
Il Front_End gestisce sia gli allarmi che vengono segnalati delle stazioni che quelli rilevati internamente. Questi ultimi riguardano:
- superamento di soglie assolute
- superamento di intensità di variazione
- problemi di collegamento con le stazioni o col Centro di Controllo
- problemi dei Front-End stesso e degli altri componenti del centro operativo (stampante, radio ecc.).
- I. nella rappresentazione sinottica della rete il nodo interessato varia la colorazione;
- II. segnala immediatamente all'operatore, con apposita finestra, l'allarme: qualsiasi cosa sia rappresentata sul video e stia facendo l'operatore; l'operatore per eliminare la finestra e poter procedere deve riconoscere l'allarme;
- III. le informazioni relative all'allarme vengono scritte in un file di lunghezza programmabile; il contenuto del file, organizzato cronologicamente, può essere visualizzato in qualsiasi momento con un semplice comando in linea; ogni allarme registrato è completo di:
- - data, ora e minuto di occorrenza
- - indicazione sul riconoscimento o meno da parte dell'operatore
- IV.lo segnala al Centro di Controllo
- V.quando la variazione delle misure di un sensore supera l'allarme di intensità programmato (ad es. vento), l'intervallo ciclico di chiamata della relativa stazione, se previsto dall'operatore in fase di configurazione, può automaticamente diventare più frequente per controllare pi finemente il fenomeno in atto; pu passare, ad esempio, da 2 ore ad un'ora o da un'ora a 15 minuti ecc.
- VI.può procedere ad attivazione di comandi (out digitali e/o analogici) sia a livello del centro che della periferia. Controllo di qualità sul livello di riferimento
Il collegamento (linking) accurato dei dati osservati ad un riferimento (datum) uno degli aspetti più importanti del controllo di qualità. La procedura posta a base del software prevede l'analisi di controllo di qualità a periodicità mensile. Le coppie di osservazioni, visualizzate su uno scatter diagram potranno presentare un modello di correlazione di tipo lineare o viceversa. Nel primo caso, una volta eliminate le singole coppie di valori chiaramente "fuori modello" si avvia una procedura di analisi statistica delle due serie il cui risultato principale è il calcolo del livello medio di riferimento. Tale valore,correlato con quello precedentemente calcolato (mese precedente) è da ritenersi accettabile ove esso non presenti uno scostamento superiore a 1.5 cm. Nel caso contrario le osservazioni strumentali acquisite sul periodo saranno soggette a una elaborazione ulteriore (tramite la tecnica dei residui) per tenere conto della accertata instabilità del livello di calibrazione. E' ovvio che ove lo scatter diagram di cui sopra non presenti un pattern lineare, qualsiasi correzione è non applicabile e i dati acquisiti non possono essere considerati validi.
Controllo di qualità sul timing
Errori di timing sui dati si producono sia a causa di carenza di precisione in fase di elaborazione sia, più comunemente, a causa di non accuratezza nella manutenzione dei meccanismi dello strumento di acquisizione. Tali errori sono chiaramente identificabili tramite la visualizzazione dei residui del record analizzato e in genere presentano caratteristiche di fluttuazione periodica. L'effetto più diretto di tali errori di timing è riconducibile a una non affidabile previsione di marea. da tenere presente comunque che non è raro il caso in cui fluttuazioni sul record dei residui siano dovute non a problemi di timing ma a effetti non lineari nel record di origine sovrapposti a maree dovute a fiumi o a fondali o geometrie costiere di particolare irregolarità. In questi casi i suddetti effetti non lineari non sono risolti da nessuna tecnica di analisi ed è questo il motivo per cui l'IOC raccomanda una accurata scelta del sito di posizionamento dei sensori di misura. In ogni caso gli errori di timing possono essere accuratamente risolti dal modulo software a questo scopo preposto tramite la tecnica di identificazione visuale della direzione di slittamento in ore. Ci è fatto previa sovrapposizione visuale del record dei residui sul record dei dati osservati. Se i picchi delle fluttuazioni residue sono a sinistra dei picchi sui dati allora questi ultimi sono shiftati in avanti e viceversa. Una volta stimato l'intervallo di shift e la sua direzione il modulo software agisce sulla data di acquisizione delle misure fino a annullare o ridurre al minimo le fluttuazioni periodiche dei residui: a questo punto il controllo di qualità sul timing può considerarsi effettuato e i dati sono considerati corretti. Correzione degli spikes e copertura di gaps di breve durata Ovvio che la migliore maniera di coprire i gaps di un record è rimpiazzare le osservazioni mancanti con dati qualitativamente controllati derivati da un sensore di misura ausiliario (cosa per altro giustamente prevista nel capitolato di gara). Ove comunque il sensore ausiliario sia assente o non abbia registrato i dati nello stesso periodo è prevista sul modulo di correzione la possibilità di copertura tramite il cosiddetto "metodo della marea prevista". Tale metodo è applicabile solo avendo a disposizione già almeno un anno di dati osservati e il corrispondente periodo di dati previsti. In questo caso le maree previste sono dal software shiftate nel tempo fino a combaciare con le caratteristiche temporali delle serie osservate per il periodo in cui è presente il gap. I residui fra la previsione shiftata e i dati osservati vengono calcolati e viene effettuata una semplice interpolazione lineare fra i punti estremi del gap nella serie dei residui. Tale tecnica, ormai da tempo validata e accettata scientificamente, deve essere comunque applicata a copertura di brevi periodi di gap e, in ogni caso, non superiori a 24 ore. Per quanto riguarda la presenza di spikes, (singole osservazioni ovviamente errate) essi possono essere direttamente evidenziati a video e corretti con interpolazione lineare o automaticamente identificati tramite calcolo e parimenti corretti.
Formattazione delle informazioni validate
Le informazioni di livello marino possono essere formattate secondo le raccomandazioni dell'IOC relative allo scambio di dati a livello internazionale. Ci riferiamo allo STANDARD GF3 SUBSET FOR MEAN SEA LEVEL come predisposto dal PSMSL (UK) e in base al quale sono attualmente archiviate tutte le informazioni relative al livello marino nel centro mondiale di Birkenhead (UK).
Come verificare la disponibilità dei dati
Aggiunta una nuova funzionalità per interrogare il database
The Newtonian approach in meteorological tide waves forecasting
Preliminary observations in the East Ligurian harbours

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