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Attività

Apat

L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i servizi Tecnici (APAT) istituita dall'art. 38 del D.L.gvo n. 300 del 30.7.1999, svolge i compiti e le attività tecnico scientifiche di interesse nazionale per la protezione dell'ambiente, per la tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo, e nasce dalla fusione tra l'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA) ed il Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali, secondo il dettato normativo contenuto nel D.P.R. 207, 8.8.2002. L'APAT ha autonomia tecnico-scientifica e finanziaria ed è sottoposta ai poteri di indirizzo e vigilanza del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio. L'APAT opera sulla base di un programma triennale, aggiornato annualmente, che determina obiettivi, priorità e risorse, in attuazione delle direttive del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio.Nei settori di propria competenza, l'APAT svolge attività di collaborazione, consulenza, servizio e supporto alle altre pubbliche Amministrazioni, definite con apposite convenzioni. L'APAT è integrata nel sistema delle Agenzie Ambientali, che conta oggi la presenza sul territorio nazionale delle Agenzie Regionali (ARPA) e provinciali (APPA) costituite con apposita Legge Regionale. E' un esempio di sistema federativo consolidato, che coniuga conoscenza diretta del territorio e dei problemi ambientali locali con le politiche nazionali di prevenzione e protezione dell'ambiente, così da diventare punto di riferimento, tanto istituzionale quanto tecnico-scientifico, per l'intero Paese.

Servizio Mareografico

Organizzazione e Compiti

Il Servizio Mareografico dell'Apat è organizzato in due Settori:

  • Settore Standardizzazione e Diffusione
  • Settore Reti di Monitoraggio

Le attività fondamentali del Servizio sono quelle di:

  • progettare, realizzare, gestire e mantenere le reti di rilevamento mareografico e ondametrico per il monitoraggio delle caratteristiche fisiche dei mari italiani;
  • raccogliere , validare, elaborare e pubblicare i dati raccolti;

il Servizio partecipa infine allo sviluppo di ricerche nei settori di competenza con Università ed Istituti nazionali ed internazionali al fine di dare indirizzi e linee guida nel rilevamento e nello studio della dinamica e della meteorologia marittima; il servizio partecipa in seguito allo sviluppo.


Storia del Servizio Mareografico.

La storia della mareografia in Italia risale alla metà del XIX Secolo; i primi strumenti installati furono quelli di Trieste (1859- Istituto Talassografico), di Venezia Punta della Salute (1871), di Rimini (1867) e di Genova (1883-Istituto Idrografico della Marina). Dal 1896 cominciano ad essere effettuati rilevamenti dagli Uffici del genio Civile nei mareografi di Imperia, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Ancona, Ravenna, Palermo, Catania, Cagliari e La Maddalena. Nel 1920 iniziano i rilevamenti nelle stazioni di Reggio Calabria e Vieste Nel 1942 nasce Il Servizio Mareografico con la Legge n°1460 del 18/10/1942 nell'ambito del Servizio Tecnico Centrale del Ministero dei Lavori Pubblici per dare sistematicità e continuità al rilevamento mareografico in Italia. Con il Decreto Legge n° 263/1987 il Servizio Mareografico viene articolato in una Direzione centrale ed in sezioni direttamente dipendenti, aventi sede presso gli uffici o sezioni autonome del genio civile delle opere marittime del Ministero dei Lavori Pubblici. Con la Legge 183/1989 sulla difesa del Suolo nell'ambito dei Servizi Tecnici della Presidenza del Consiglio viene istituito il Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale. Con il Decreto Legislativo n°300 del 30/07/1999 e il successivo DPR numero 207 del 2002 di istituzione dell'APAT il Servizio Mareografico viene a far parte della Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i Servizi Tecnici.


Compiti di rilievo nazionale in campo marittimo

Il D.L. 112/98 prevede che le attività di monitoraggio sul territorio a scala locale siano compiti delle Amministrazioni Regionali, mentre allo stato, nel campo marittimo, rimangono i seguenti compiti di rilievo nazionale, che di seguito si sintetizzano: Art. 52 - identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale con riferimento ai valori naturali e ambientali, alla difesa del suolo e alla articolazione territoriale delle reti infrastrutturali e delle opere di competenza statale...(da esercitarsi attraverso intese con la conferenza unificata); - i rapporti internazionali e il coordinamento con la UE in materia di politiche urbane e di assetto del territorio Art. 54 La salvaguardia di Venezia, della zona lagunare e del mantenimento del regime idraulico lagunare nei limiti e con le modalità di cui alle leggi speciali vigenti nonché alla legge 3 marzo 1936 n. 366. E' evidente che le funzioni suddette, e nello specifico le funzioni di coordinamento delle attività di monitoraggio, non possono essere esercitate in modo efficiente se non essendo impegnati in una attività sul campo, ancorché a scala nazionale. Ciò consente di poter realmente integrare le attività locali su una base comune, di mantenere aggiornate le competenze tecniche del personale, che deve essere particolarmente specializzato, di avere informazioni attendibili ed aggiornate anche in quelle aree dove le amministrazioni locali non si sono ancora organizzate per gli usi di livello nazionale e in funzione dello sviluppo di progetti e attività a carattere internazionale. Quanto sopra è tanto più vero per le attività sul mare, dove non è possibile individuare precisi confini regionali stante la intrinseca continuità del mezzo, dove le decisioni non possono essere prese anche a livello locale se non sulla base di una informazione complessiva, dove gli interessi nazionali sono spesso promossi a livello internazionale. Si individuano quindi due scale di interesse: - Monitoraggio a scala Nazionale; La conoscenza delle condizioni meteomarine o dell'evoluzione storica del litorale lungo un tratto di costa comporta la necessità di monitorare con regolarità tratti di costa la cui lunghezza è dell'ordine di grandezza di decine di chilometri. In tal caso si deve puntare a rilevare solo i parametri di importanza fondamentale per l'interpretazione della dinamica meteomarina e costiera. - Monitoraggio a scala locale; Se il monitoraggio è rivolto a interventi specifici l'estensione delle zone di interesse si riduce e ci si può limitare ai soli tratti di costa oggetto degli interventi stessi. In questo caso l'estensione delle attività di monitoraggio si riduce ma nel contempo aumenta il dettaglio delle informazioni richieste. E' evidente che la distinzione di scala sopra operata ha senso solo se le attività di monitoraggio vengono coordinate a livello nazionale.

Attività Di.T.A.I.M.

Il Dipartimento Tutela delle acque interne e marine (DiTAIM), nell'ambito delle competenze e dei fini istituzionali attribuiti all'APAT ai sensi dell'art. 2 del DPR n. 207 del giorno 8 agosto 2002, svolge le attività tecnico-scientifiche per assicurare la tutela, il risanamento, la fruizione e la gestione del patrimonio idrico, nonché i compiti a supporto dello Stato per le funzioni di rilievo nazionale previste dalla normativa. Cura la raccolta e gestione dei dati in raccordo con le altre strutture nazionali e periferiche e i raccordi con gli organismi internazionali di settore. I compiti e attività nel campo marittimo del DiTAIM consistono in:

  • Collaborazione con le altre Unità dell'APAT nella raccolta sistematica, anche informatizzata, per l'integrale pubblicazione dei dati sulla situazione ambientale e di tutela del territorio che interessa le acque marine.
  • elaborazione di dati e di informazioni di interesse ambientale che riguardano le acque marine, diffusione dei dati sullo stato delle acque marine, elaborazione, verifica e promozione di programmi di divulgazione e formazione in materia di tutela e fruizione delle acque marine.
  • analisi della congruità e dell'efficacia tecnica delle disposizioni normative in materia di tutela delle acque. controllo dei fattori fisici, chimici e biologici per la caratterizzazione qualitativa delle acque.
  • standardizzazione dei criteri, metodi e strumenti di raccolta, elaborazione e consultazione dei dati relativi all'attività conoscitiva e di gestione e manutenzione delle reti di monitoraggio.
  • descrizione dei fenomeni climatici e idrologici in rapporto alle necessità della difesa del suolo ed utilizzazione delle risorse idriche.
  • descrizione, di concerto con le altre Unità dell'Agenzia, dei fenomeni marittimi in rapporto alle necessità della difesa del suolo ed alle proposte di utilizzazione delle risorse idriche
  • rilevamento, validazione, archiviazione e pubblicazione delle grandezze relative al clima marittimo, allo stato dei litorali e delle lagune ed ai livelli marini.
  • promozione della ricerca di base e applicata sulle acque marine in relazione ai fenomeni di inquinamento, alle condizioni generali e di rischio e alle forme di tutela.

Come verificare la disponibilità dei dati

Aggiunta una nuova funzionalità per interrogare il database

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